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Cengalo, parete Nord/Ovest – via dei Cecoslovacchi

Cengalo, Cecoslovacchi

6 maggio 014

Lungo la parete Nord-Ovest del Cengalo, a destra del pilastro della Gaiser-Lemahn, corrono due vie aperte nel 1989 da alpinisti cecoslovacchi: una si chiama Bob (V/80°) e una Hard Job (V+/80°). Non sappiamo quale delle due salite sia, ma si tratta molto probabilmente delle prima ripetizione di questi itinerari. Tuttavia a noi poco importa visto che siamo partiti senza relazioni, senza sapere bene cosa avremmo trovato e pensando che potesse trattarsi di una nuova salita. Qualche settimana fa salendo e sciando il canale poco più a destra ho notato questo sistema di goulotte davvero impressionante, qualche tempo dopo propongo la cosa a quella bestia del Valentino che a proposte del genere non sa dire di no. Saliamo all’invernale della Sciora ancora indecisi tra la Scipione Borghese e questa linea, alla fine optiamo per questa e si rivela la scelta migliore. Le condizioni trovate sono a dir poco eccezionali tutto completamente intasato di ghiaccio, niente roccia ma passaggi anche verticali ed alcuni tratti delicati. Un tiro in una sorta di diedro con un nastro ghiacciato largo mezzo metro continuo ad 80°/85° e le placche compatte della Nord-Ovest da parte è stato epico, bravo Vale. Alla fine avevamo solo 4 chiodi da ghiaccio e ce li siamo fatti bastare, indispensabile qualche chiodo da roccia, uno è rimasto in via ad una sosta. Dislivello: 800 m Difficoltà: TD+ 90°

Cengalo, Cecoslovacchi

Grand Hotel extra lusso alla Capanna Sciora

Cengalo, Cecoslovacchi

Cominciano le danze sulla prima breve colata

Cengalo, Cecoslovacchi

Una cascata di 40 m da inizio alle difficoltà

Cengalo, Cecoslovacchi

Cengalo, Cecoslovacchi

Le pendeze non mollano, si riparte sui 75° ma si impenna gradualmente sino al verticale

Cengalo, Cecoslovacchi

Un po’ di spindrift non manca mai

Cengalo, Cecoslovacchi

Il tiro del diedro, una delle lunghezze più spettacolari ed effimere

Cengalo, Cecoslovacchi

Canale di uscita

Cengalo, Cecoslovacchi

Si sbuca a 150 m circa dalla vetta, poi giù di corsa dal canalone del Colle del Cengalo

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Cengalo, canale Nord-Ovest

Cengalo Nord Ovest

17 aprile 014

L’anfiteatro delle pareti settentrionali di Cengalo e Badile è forse il luogo più imponente e assoggettante di tutte le Alpi Centrali. Tra i crolli di qualche anno addietro sulla Nord del Cengalo e i grandi crepacci di questo pur piccolo ghiacciaio, tanto profondi che non te li sogni neanche la notte, è l’ultimo dei luoghi in cui si vorrebbe andare a ficcare il naso, d’altra parte tra tutte le passioni che uno può avere a me e ai miei soci è capitata proprio quella della montagna e di conseguenza per posti come questi andiamo matti. Il Cengalo è da un po’ che ci frulla per la testa e viste le ottime condizioni prendiamo e andiamo a ficcarci il naso, non sappiamo se si tratti di una prima discesa ma poco importa. L’ambiente è davvero spaziale con la Est del Badile che ci sorveglia sempre. Per causa di forza maggiore sono costretto ad usare gli “scietti” da gara che viste le pendenze e soprattutto certi traversi con forti contropendenze su neve dura non mi danno la giusta sicurezza, a metà discesa non ci penso due volte: via gli sci, su i ramponi e discesa a piedi, va bene anche mezza discesa, bravi gli altri a sciare fino in fondo. Un altra super giornata in questa splendida valle vicino a casa ma lontano da tutto e c’è ne è ancora da fare qui. In giornata da Bondo con Gerry, Enri e Alberto. Dislivello: 600 m circa Difficoltà: D 55°, 60°/65° l’uscita sul plateau sommitale

Cengalo Nord-Ovest

Verso l’attacco sotto la Nord-Ovest del Cengalo con le Sciore in secondo piano

Cengalo Nord-Ovest

Ripido traverso iniziale

Cengalo Nord-Ovest

La mitica Est del Badile

Cengalo Nord-Ovest

Cengalo Nord-Ovest

Verso l’uscita

Cengalo Nord-Ovest

Sul plateau sommitale del Cengalo

Cengalo Nord-Ovest

Cengalo Nord-Ovest

Si calzano gli sci poco sotto il misto dell’uscita

Cengalo Nord-Ovest

Cengalo Nord-Ovest


Cengalo, via dei Morbegnesi

16 luglio 010

G. Bertarelli, G. Dell’Oca, G. Mossini il 15 luglio 1962. La via sale per placche e per belle lame incrociandosi in alto con la moderna via Carosello. I primi salitori usarono alcuni chiodi a pressione, tuttora in posto, sulla placca compatta della terza lunghezza; qualche chiodo nel resto della via. Era un pò che volevo fare questa via e devo dire che mi è piaciuta nonostante non sia molto lunga, molto belli i primi 3 tiri e la placca che si scala benissimo in libera; dopo la via è un pò da cercare in quanto i chiodi sono ben pochi ma le difficoltà non superano mai il V+. Sviluppo: 300 m. Difficoltà: VI/VI+

Roccia perfetta nella parte bassa

Paolino sulla placca chiodata a pressione

Parte alta dopo la cengia mediana, via un pò da cercare


Cengalo, spigolo Vinci

30 luglio 09

E. Bernasconi, P. Riva e A. Vinci il 16 agosto del 1939. Super classica della zona su roccia perfetta e bella esposizione, veramente un gioiello, il che forse spiega l’affollamento; meno male che abbiamo attaccato per primi. La via termina sull’anticima sud del Cengalo da dove si scende direttamente con 7 doppie lungo la via Carosello. Siamo entrati dal canale sopra la corda fissa allungando di un 150 m la via originale. Sviluppo: 600 m. Difficoltà: VI

Il salto giallo

Lele sulla schiena di mulo

Il diedro nero